Il 13 luglio il gruppo di ricerca del Centro per le Scienze Religiose della Fondazione Bruno Kessler (ISR-FBK) presenta al pubblico i risultati dell’indagine sull’approccio intersezionale in Italia condotta entro il progetto europeo INGRiD (Intersecting Grounds of Discrimination in Italy).

In Italia sono numerosi gli attori che si occupano di contrasto alle discriminazioni. Tuttavia, la maggior parte di essi si concentra esclusivamente su singoli fattori, come il genere, l’orientamento sessuale, la nazionalità, il colore della pelle, le convinzioni religiose, etc., tutte componenti che, assieme ad altre, formano la complessa identità di ciascuno di noi. Le identità dei singoli e le situazioni di discriminazione sono più complesse e sfaccettate, e da questa premessa muove la teoria intersezionale. Nel quadro delle attività inerenti il progetto INGRiD, la ricerca ha approfondito la nozione di intersezionalità e le sue applicazioni sociali e giuridiche.

In un primo segmento di taglio sociologico, si offre un’interpretazione delle principali sfide che la prospettiva intersezionale pone alla comprensione e al contrasto dei fenomeni di discriminazione, focalizzandosi su alcuni territori italiani coinvolti in INGRiD (si veda il report: Le attuali pratiche antidiscriminatorie in Italia: un’analisi empirica). In quali modalità la dimensione intersezionale interessa i fenomeni discriminatori e viene maneggiata dagli attori sociali impegnati nel campo dell’inclusione? Può l’intersezionalità essere una efficace chiave interpretativa e metodologia di intervento per affrontare i fenomeni discriminatori?

In dialogo con il segmento sociologico, un secondo percorso di ricerca di taglio giuridico ha indagato l’applicazione del concetto di intersezionalità nel diritto internazionale, europeo ed Italiano in particolare (si veda il report: L’intersezionalità come approccio giuridico: una prospettiva multilivello tra diritto internazionale, diritto europeo, diritto italiano e prospettive di comparazione). Partendo da un approccio comparatistico, si individua una generale resistenza all’utilizzo della categoria dell’intersezionalità da parte delle Corti nazionali e sovranazionali, preferendo un approccio monofattoriale a seguito anche delle difficoltà di adattamento della tradizione di common law entro gli ordinamenti giuridici interni. Il caso delle corti italiane, invece, costituisce un interessante punto di osservazione del possibile utilizzo dell’approccio intersezionale: una rilettura di alcune tra le principali pronunce in materia di diritto antidiscriminatorio delle Corti nazionali evidenzia come l’intersezionalità costituisca un metodo di ri-significazione delle categorie di discriminazione consentendo una più ampia tutela delle identità soggettive complesse.

Il 13 luglio ore 15.30, online

Presentano la ricerca:

Ilaria Valenzi, ricercatrice, Fondazione Bruno Kessler – Centro per le scienze religiose

Daniele Ferrari, ricercatore, Università di Siena

Valeria Fabretti, ricercatrice, Fondazione Bruno Kessler – Centro per le scienze religiose

Deborah S. Iannotti, ricercatrice, Fondazione Bruno Kessler – Centro per le scienze religiose

Introduce:

Rossella Vignola, Centro per la Cooperazione Internazionale

Modera:

Giorgia Decarli, Sportello antidiscriminazioni Trento

Per partecipare al webinar è necessario registrarsi attraverso questo link.

Il webinar è trasmesso in diretta sulle pagine Facebook della Fondazione Bruno Kessler e del Centro per la Cooperazione Internazionale.
Per informazioni:

segreteria.isr@fbk.eu | ingrid@cci.tn.it

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